Quando la connessione diventa vera vicinanza?
Possiamo inviare messaggi in qualsiasi momento e raggiungere persone dall’altra parte del mondo. Ma essere raggiungibili non significa ancora sentirsi vicini a una persona o legati a lei.
La trasmissione di Ö1 «Connessi, ma non legati» affronta questa contraddizione. Insieme al filosofo Martin Scherer si chiede che cosa renda possibile la vicinanza personale e se la si possa creare di proposito. La vicinanza può nascere in una conversazione, in un silenzio condiviso o attraverso una presenza attenta. Non si misura dal numero dei nostri contatti.
Per Romera questo pensiero è centrale. La tecnologia può superare le distanze, tradurre le lingue e far incontrare le persone. Può creare un’occasione per parlare. Se ne nasca un legame si decide tra le persone coinvolte: quando qualcuno ascolta, fa domande o lascia che un pensiero resti.
Romera vuole facilitare il primo passo verso una conversazione personale. Ma la piattaforma non deve né simulare la vicinanza umana né promettere di risolvere la solitudine.
E tu?
Da che cosa capisci, in una conversazione, di sentirti davvero compreso?